Torno ora dal cinema, e come di consueto, ecco che mi accingo a recensire il film della serata, ovvero, Il Prescelto, con Nicolas Cage.

Che dire di questo film? Potrei parlare della sua trama profonda e mozzafiato, non priva di colpi di scena shockanti, ma purtroppo non ce l’ha.

Potrei parlare dei suoi personaggi psicologiamente ben strutturati, dei dialoghi azzeccati e dell’ambientazione originale, ma purtroppo non ce l’ha.

Potrei elogiarne la regia, con riprese di campo innovative o con effetti speciali all’avanguardia, ma purtroppo non ce l’ha.

La cruda realtà è che questo Il Prescelto, alias The Wicker Man, delude su tutta la linea. Se all’inizio siamo attirati dalla trama del “complotto da comunità al di fuori della società fatta solo di donne”, ben presto cadiamo in uno squallido psico-thriller con ben pochi risvolti interessanti, che ci presenta un susseguirsi di scene poco avvincenti per trascinarci a forza in un finale del tipo “ma non era più semplice che facessero subito così”?

Un Nicolas Cage non basta a risollevare l’intero film, che si poggia su uno storyline abusato (la classica comunità che vive di propri principi segreti e al di fuori del buon senso) e su di un finale che rasenta lo squallore. Le scelte narrative sono, poi, fin troppo discutibili, costringendo lo spettatore a chidersi “ma era meglio se faceva così, o cosà”, minando ancora di più la serietà del film. Infine, i pochi tocchi infarciti di esoterismo, come feste della fertilità et similiae, sono forse l’unica cosa che si può salvare, per quanto riguarda l’ambientazione, rendendo perlomeno il quadro storico della comunità credibile.

Per il resto il film rimane sotto la media.

+ C’è Nicolas Cage

+ … C’è Nicolas Cage

+ … … … ho già detto che c’è Nicolas Cage?

– Trama vista e stravista

– Finale senza senso che priva di logica il resto della trama

– Personaggi piatti e dialoghi confusi

Voto 5

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