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Rieccomi qui, gonfio di cibo fino all’inverosimile, di ritorno dalla “quattro giorni di cibo sfrenato” che è stato questo Natale. E non stavo neanche troppo bene, mal di gola, naso chiuso….quelle tipiche malattie che durano giusto il tempo delle feste e poi spariscono, ma che ci volete fare, alla fine era un motivo in più per starsene al calduccio sotto le coperte (ovviamente in compagnia…huhuhu…)

Ora, pausa culinaria di altri 4 giorni, per preparare lo stomaco alla prossima maratona del cibo che sarà Capodanno.

Stasera brodino e insalata.

Aaaah…finalmente, l’albero pieno di doni, la musica in giro per la città, e lo spirito natalizio che entra in noi e ci fa sentire tutti più buoni. Proprio tutti, anche i Kiss

Mai titolo per un film è stato più appropriato. Per tutto il film avrete la strana sensazione di aver già visto la vicenda narrata, ma purtroppo questa sensazione non è dovuta ad una regia e ad una trama ad opera d’arte, ma piuttosto ad un riciclo delle solite teorie di viaggio spazio-temporale, con conseguente paradosso. Ma andiamo con ordine.

Il film inizia in modo esplosivo, presentandoci la classica scena di pace, amore e divertimento che preannuncia l’accadere di un disastro. Difatti la chiatta, protagonista di detta scena, con a bordo 500 e passa marine in festa, esplode portandoseli dietro con famiglie annesse.
Sulla scena del crimine arriva un Denzel Washington in ottima forma, che inizia un’indagine in stile CSI abbastanza credibile, fatta di colpi d’occhio e una spiccata intelligenza, che coinvolge lo spettatore. Il buon Denzel viene a sapere anche di un fatto anomalo, ovvero di un cadavere di una donna morta apparentemente a causa dell’esplosione, ma con ora della morte antecedente all’esplosione stessa: Denzel fa due più due, e capisce che qualcuno ha voluto far credere che la donna sia morta a causa dell’esplosione, e l’unico ad averlo potuto fare non può essere altri che l’attentatore stesso. Ma ecco che, proprio grazie al suo intuito investigativo, Denzel viene inserito nella “squadra speciale” di Val Kilmer, che è munita di un congegno alquanto bizzarro e particolare: un super-computer sperimentale che, coadiuvato da 4 satelliti in triangolazione che riprendono 24 ore su 24 una porzione di New Orleans, è in grado di ricreare la realtà sino a quattro giorni e mezzo prima, rendendo letteralmente possibile “guardare il passato”.
Stupiti? Delusi da una trovata originale, ma che fa scadere la credibilità del film? Non preoccupatevi, questo è solo l’inizio, perchè quando la vera natura del congegno verrà alla luce, allora si che l’intero film cadrà nel trash temporale più totale, condito con scene d’azione al limite dell’assurdo. Se, a conti fatti, vogliamo fare i pignoli e dire che il finale stesso del film è impossibile, dati alcuni errori nella trama, ci rimane soltanto un bel filmetto della domenica che, di sicuro, non vale una poltrona al cinema.
Avvincente, originale da un lato ma trito e ritrito dall’altro, questo Deja Vu ci lascia alquanto insensibili di fronte alle 2 ore e mezza di celluloide che scorrono alle nostre spalle. E dire che sarebbe bastata un po’ più di attenzione per rendere quantomeno il finale plausibile, senza contare che chi ha un po’ di intuito e ha visto i trailer a metà film si brucia il finale…

+ Ottimo cast
+ Ottimi effetti speciali
+ Trama inizialmente credibile

– Trama trita e ritrita
– Scene d’azione assurde
– Finale sbagliato

Voto : 6

Z3RØ says:
scimmia?

Z3RØ says:
muovi il culo, io ti aspetto qui

LordSoth says:
hai chiamato?

Z3RØ says:
si, allora volevo una margherita si e, una porzione di farinata, e una moretti

LordSoth says:
siamo un impresa funembre stronzo, richiama quando sarà la tua ora. click

LordSoth says:
LOL

Cambio del gioco del mese! Preparatevi ad un esperienza unica con la Dark Room

The Dark Room

Spettacolare gioco di logica stile ‘fuga da una stanza’, ispirato al film The Cube. Vi troverete in una stanza cubica in cui dovrete azionare dei pannelli. Ogni pannello confluirà il suo flusso energetico verso un punto comune a tutti.


Il lavoro, in questo periodo, non da tregua, ma cinque minutini per il mio blog li trovo sempre.

lgl194wt.jpgIn questo post lampo, per la serie “checazz ce ne fregannoi” vi mostro il mio target natalizio . Propio così, un bel monitor LCD 19” Wide Screen per completare il mio momentaneo setting del PC ^^

E non sarà l’unico arrivo in camera, per questo natale…

Serata cartoonesca ieri al cinema, con la visione di Boog ed Elliot a caccia di amici, titolo originale Open Season (l’apertura della stagione di caccia). Il film si presenta con un’ottima veste grafica, soprattutto per quanto riguarda l’effetto fur (la pelliccia insomma) dell’orso Boog, mentre gli umani vengono presentati nella solita “versione plastilina” che li fa sembrare tanti pupazzi alla Big Jim, piuttosto che esseri muniti di pelle.
La trama del film è altalenante, e propone delle gag molto azzeccate frammentate da altre piuttosto scadenti e ripetitive (per esempio la divertente pantomima delle ombre cinesi, chi ha visto il film ha capito), e quindi proponendo i soliti personaggi stereotipati dei soliti cartoni in CG degli ultimi tempi (l’impacciato protagonista, l’amico buffone, il bullo sfigato, e le varie comparse dagli accenti meridionali che tanto fanno ridere…).
Un flop? Un successo? Difficile dirlo, anche perchè i bambini non rimarranno sicuramente delusi e gli adulti alla fine si faranno le loro grasse risate, sapendo di non dover pretendere troppo da un film del genere. Non ho molto altro da dire sul film, perciò passiamo subito ai + e – e al voto finale.

+ Grafica di prim’ordine
+ Colonna sonora d’autore
+ L’Orso Boog è doppiato da Pino Insegno

– Trama banale
– Soliti personaggi stereotipati
– Gag simpatiche ma dal sapore di “già visto”

Voto 6

Buon compleanno, a meeee

Buon compleanno, a meeee

Buon compleanno a Z3RØØØØØØØ

Buon compleanno, a meeeeeeeeeeeee

Fffffffffffffffffffffffffffffffffffff

Clap, clap, clap, clap, clap, clap, clap, clap, clap

Cari amici fedeli, riuniamoci tutti insieme in un minuto di preghiera per osannare il mistero dell’immacolata concezione…

Amen…

Z3RØ says:
ho notato come la parola Nerd si associ a 3 stati dell’essere

Piccolo Buddha says:
cioè?

Z3RØ says:
1 Disoccupato
2 Con lavoro notturno
3 Con solo 4 ore di sonno al giorno

Piccolo Buddha says:
in effetti

Z3RØ says:
chi ha almeno una di queste caratteristiche è Nerd

Piccolo Buddha says:
tutti possono essere nerd batsa volerlo e nascere con la vocazione

Piccolo Buddha says:
tipo il mago è numero 3 io e lo gnomo 1

Z3RØ says:
si, ma quelle sono le 3 condizioni principali

Z3RØ says:
si il Mago è 3, giusto

Piccolo Buddha says:
nah anche tu puoi dormire 4 ore al giorno no?

Piccolo Buddha says:
quindi se volessi potresti diventare nerd

Z3RØ says:
si, potrei

Piccolo Buddha says:
solo che hai l’unica condizione fondamentale per non esserlo

Piccolo Buddha says:
non nerd

Piccolo Buddha says:
1- avere una donna

Z3RØ says:
hum non saprei

Piccolo Buddha says:
ti convinco?

Piccolo Buddha says:
red
buss
gnomo
mago

Z3RØ says:
più che altro avere la donna

Piccolo Buddha says:
alberto

Z3RØ says:
ti togli ore di gioco durante il week-end

Piccolo Buddha says:
ti toglie ore a tutto sempre

Z3RØ says:
cioè, se volessi io potrei giocare da lun a gioved’

Piccolo Buddha says:
afdfanculo i weekend

Z3RØ says:
lol

Piccolo Buddha says:
sisi

Piccolo Buddha says:
certo

Z3RØ says:
e allora che cazzo ti lamenti che non hai la donna ?

Piccolo Buddha says:
io?

Piccolo Buddha says:
no (cliccami)

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